Fiumi Italiani: il WWF tra Corsi d’Acqua e Biodiversità

La situazione in Italia

Lo stato di salute dei fiumi italiani, salvo alcune eccezioni, versa in condizioni pessime; cementificazione indiscriminata delle sponde, inquinamento agricolo e industriale, eliminazione sistematica della vegetazione ripariale (delle rive) hanno ridotto la maggior parte dei nostri corsi d’acqua, senza distinzione di dimensioni e localizzazione, a sterili canali imbrigliati in lunghi argini di cemento, privi di qualsiasi elemento di naturalità. I fatti di cronaca che puntualmente si ripresentano ogni anno con l’inizio delle piogge ci avvertono che qualcosa non va, i fiumi italiani da sempre custodi di vita, pensiamo a tutte le civiltà che lungo i fiumi si sono potute sviluppare, stanno diventando portatori di distruzione e di morte. Le profonde modificazioni indotte dall’attività umana hanno stravolto l’equilibrio di questi ambienti; basti sapere che un solo albero è capace di pompare in un anno 30 mila litri di acqua, impedendone il deflusso di altri 70 mila, per capire come l’eliminazione sistematica delle fasce di vegetazione sia una delle principali cause, assieme alle escavazioni in alveo, delle tremende alluvioni che ogni anno funestano il nostro paese da Nord a Sud.

 

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Fiumi italiani

 

In Toscana

Anche la Toscana, pur con le sue eccezioni non è da meno; il fiume più importante della regione, L’Arno, versa in condizioni drastiche tanto da essere considerato uno dei fiumi italiani più inquinati; il suo corso si snoda oramai tra fabbriche, aree industriali e paesi, non ci sono più aree libere in cui il fiume possa esondare alleggerendo il proprio carico di piena e quasi niente è rimasto della vegetazione originaria che offriva riparo a una variegata popolazione animale di cui oramai si è persa quasi ogni traccia.

 

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L’Arno presso Bagno a Ripoli (FI)

 

Il WWF e i fiumi

Il Wwf ha da sempre considerato la protezione dei fiumi italiani e degli ecosistemi di acqua dolce come una delle principali priorità dell’associazione, come testimoniano le numerose campagne nazionali e locali per la protezione e la rinaturalizzazione dei nostri corsi d’acqua. Ultimamente il Wwf Internazionale ha lanciato una grande campagna a livello mondiale (Living Waters) che vedrà impegnato il Wwf a fianco di numerosi governi per stabilire dei criteri di gestione dei fiumi che permettano il recupero di un alto livello di naturalità e che allo stesso tempo possa proteggere le popolazioni dalle alluvioni. In Italia, e in particolare in Toscana, il lancio di questa campagna ha praticamente coinciso con la progettazione e la realizzazione dei primi interventi di gestione da parte delle autorità di bacino, enti creati nell’89 ma mai realmente dotati di poteri concreti, con cui si è stabilito fin dall’inizio uno stretto rapporto di collaborazione, grazie anche al riconoscimento dell’importanza di rinaturalizzare i fiumi italiani come unico metodo per garantire la sicurezza pubblica. Questa nuova logica, che il Wwf ha fatto propria da molto tempo, prevede come opera principale la ricostituzione di quel sistema di langhe, golene e paludi che costituiscono aree naturali di esondazione del fiume e che si contrappone di fatto alla realizzazione di tutti quegli interventi di cementificazione e di oppressione dei fiumi italiani che si sono rivelati inutili e altresì dannosi e che sono stati responsabili della grave situazione di degrado attuale dei nostri corsi d’acqua.

Il WWF Toscana e i fiumi

La Toscana è una regione che ancora conserva una buona varietà di ambienti fluviali, concentrati tuttavia nelle province di Siena e di Grosseto ma che allo stesso tempo presenta anche situazioni di grave degrado; il Wwf Toscana è stato uno dei primi a creare una rete di collaborazioni con l’autorità di bacino del fiume Arno, in particolare con il lancio di una grande campagna di sensibilizzazione nelle scuole proprio in collaborazione con l’autorità di bacino mediante l’organizzazione di lezioni nelle scuole, divulgazione di materiale informativo cartaceo e digitale, che ha coinvolto (n° classi) in tot comuni. Il piano di sicurezza del fiume Arno, già approvato, è in fase di realizzazione ed è proprio in questa fase che il Wwf sarà in grado di dare il contributo maggiore; la campagna nazionale del Wwf Italia prevede infatti una prima fase di monitoraggio delle stato dei nostri fiumi che porterà alla realizzazione di alcune schede descrittive (al momento in fase di realizzazione)sulla cui base verranno poi elaborati, con l’aiuto indispensabile di esperti dell’associazione, di vere proposte progettuali che verranno poi presentate alle varie istituzione e amministrazione promuovendo il Wwf in una posizione propositiva e di progettazione che da sempre è la forza dell’associazione. La possibilità di partecipare alla progettazione delle opere di messa in sicurezza dei fiumi è forse la nostra più grande occasione per poter effettivamente riqualificare da un punto di vista naturalistico i nostri fiumi, ricostituendo quella varietà di ambienti che da sempre fanno contorno ai fiumi accogliendo una moltitudine di animali e piante che ricordiamo, non hanno uguali, in termini di biodiversità, in nessun altro ambiente.

 

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L’Arno nella Riserva
naturale di Bandella (AR)

 

Le azioni del WWF per i fiumi

  1. Creare nuove Oasi e Parchi fluviali su tratti di fiume particolarmente minacciati od importanti da un punto di vista ecologico e naturalistico
  2. Adoperarsi per restituire ai fiumi adeguate fasce di vegetazione, recuperando i boschi igrofili, rinverdendo le sponde con opere di riforestazione, oltre che aree naturali di espansione
  3. Realizzare lungo i corsi di tutti i fiumi italiani particolarmente compromessi, delle risalite per i pesci per favorirne il ritorno e il raggiungimento delle loro naturali aree di riproduzione
  4. Denunciare ogni abuso e scempio ai danni dell’ecosistema fluviale perseguendo inquinamenti, cementificazioni, disboscamenti e cave abusive
  5. Realizzare una accurata opera di monitoraggio della situazione che serviranno poi per la presentazione di progetti concreti in sinergia con le autorità di bacino

 

Il Wwf è si molto impegnato nella salvaguardia di tutti i fiumi italiani e quindi di tutto il sistema idrogeologico italiano, resta però sempre una componente molto importante il volontariato o quanto meno il semplice gesto e attenzione da parte di tutti, nel porre rispetto all’ambiente che ci circonda e nel quale viviamo, fiumi italiani inclusi!!

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